Il Vaticano contro le suore americane


Il Vaticano contro le suore americane

Un'indagine interna le definisce "femministe radicali" per via delle loro posizioni su temi come la contraccezione, la libertà delle donne e l'omosessualità


Il Vaticano ha condotto quella che ufficialmente ha chiamato “visita apostolica” per esaminare la vita nelle comunità religiose delle suore statunitense. La “visita apostolica” è uno strumento utilizzato dal Vaticano per conoscere meglio una determinata istituzione e fornire un aiuto “esterno”, a fronte di un problema, attraverso l’invio di uno o più “visitatori apostolici”. Nel caso delle suore statunitensi si è trattato di una vera e propria indagine, portata avanti dal dicembre del 2008 e per la quale la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (l’organismo che controlla le congregazioni religiose sia maschili che femminili) guidata dal cardinale Franc Rodé ha incaricato un arcivescovo. L’inchiesta si è conclusa a dicembre 2011 ma i risultati devono ancora essere resi pubblici.
Due mesi dopo l’inizio della “visita”, nel febbraio 2009, d’accordo con Franc Rodé, il cardinale statunitense William Joseph Levada (prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede da cui proviene Benedetto XVI) aveva disposto un accertamento dottrinale anche sulla Leadership Conference of Women Religious (LCWR, la Conferenza delle superiore maggiori) le cui valutazioni sono invece state rese pubbliche ieri: le componenti della Conferenza “hanno avuto seri problemi dottrinali”, si sono allontanate dall’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità e sul sacerdozio riservato ai maschi, ma soprattutto hanno fatto dichiarazioni pubbliche che “sfidano i vescovi, autentici maestri della Chiesa, della fede e della morale”. L’indagine definisce le idee di queste suore “temi da femministe radicali incompatibili con la dottrina cattolica”.
I vescovi americani si erano duramente opposti alla riforma sanitaria promossa dai democratici e dall’amministrazione Obama nel 2009 e nel 2010. Moltissime suore, e molte delle quali appartenenti alla Conferenza, avevano invece firmato una dichiarazione con la quale sostenevano la riforma: questo costituì per il Presidente una copertura politica importante. Al centro della questione c’era tra l’altro la semplificazione dell’accesso per le donne alle strutture che praticano servizi di contraccezione.
La Leadership Conference of Women Religious è un’organizzazione statunitense che conta più di 1.500 membri, che rappresentano almeno l’80 per cento delle 59 mila religiose cattoliche negli Stati Uniti. L’associazione è stata fondata il 24 novembre 1956 come Conference of Major Superiors of Women (Cmsw) con l’intento di “promuovere il benessere spirituale delle religiose negli Stati Uniti”. Durante il Concilio Vaticano Secondo (1962-1965) la Cmsw inviò un’osservatrice e sempre in quel periodo iniziò un lavoro per rendere la voce delle donne più significativa all’interno della revisione del codice canonico. Nel 1971 l’assemblea cambiò il suo nome in Leadership Conference of Women Religious mentre una parte più conservatrice se ne staccò confluendo nel Cpc, il Consorzio della perfetta carità.
Dopo l’esito dell’inchiesta reso pubblico ieri, suor Annmarie Sanders, portavoce della Conferenza, ha detto che LCWR è stata tenuta completamente all’oscuro dall’inchiesta e che le sue componenti sono «sbalordite dalle conclusioni della valutazione dottrinale».
Ora, il cardinale americano William Joseph Levada, con Leonard Blair membro della Commissione dottrinale della Conferenza episcopale statunitense avrà cinque anni per rivedere lo statuto della LCWR, approvare ogni presa di parola pubblica delle componenti del gruppo e scrivere un testo per facilitare il dialogo sulle questioni che il Vaticano contesta a queste suore.

Fonte: Il post

Tra Genere ed Ecclesia - Lunedì 23 Aprile 2012


Arcigay Pianeta Urano Verona
Vi invita alla serata incontro


TRA GENERE ED ECCLESIA


Sono l’ultima parola gli attacchi del Vaticano contro la categoria di genere? O c’è ancora spazio per la ricerca ed un rapporto rispettoso se non fruttuoso con il movimento LGBT? 
Ne parliamo con la teologa
CRISTINA SIMONELLI

Lunedì 23 Aprile 2012
al MILK Center
Via Antonio Nichesola, 9

VERONA (San Michele Extra)


www.milkverona.it - milkveronalgbt.blogspot.it - 
ecclesiagay.blogspot.com
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Quest'incontro è consigliato anche dalle
SORELLE DELLA PERPETUA INDULGENZA Dell'Antico Monastero di Pianeta Urano

Vaticano di nuovo contro gay e teoria gender

Vaticano: Santa Sede, no a diritti ad hoc per omosessuali e a teoria 'gender'

I diritti ad hoc per gli omosessuali o per chi ha ''comportamenti sessuali diversi'', cosi' come la teoria del 'gender', ''non portano nella direzione giusta''

I diritti ad hoc per gli omosessuali o per chi ha ''comportamenti sessuali diversi'', cosi' come la teoria del 'gender', ''non portano nella direzione giusta''. Per questo la Chiesa torna a dire il suo no anche ai matrimoni omosessuali. Tuttavia si ribadisce l'impegno contro le discriminazioni e le violenze di cui possono essere vittime gli omosessuali.

 E' quanto ha ribadito l'Osservatore permanente della Santa Sede presso l'Onu di Ginevra, monsignor Silvano Mari Tomasi, che ha tenuto due discorsi alla sessione del Consiglio per i diritti umani in corso nella citta' elvetica: il primo, ieri, sul tema della violenza contro i bambini nel mondo, il secondo, pronunciato stamane, sulla questione delle discriminazioni in base agli orientamenti sessuali e all'identita' di genere. 

 ''Ho voluto ribadire, a nome della Santa Sede - ha detto alla Radio Vaticana monsignor Tomasi - che i nuovi tentativi di creare diritti per minoranze, per piccoli gruppi non portano nella direzione giusta, nel senso che mentre vogliamo rispettare la dignita' e prevenire violenza e discriminazione contro qualsiasi persona, incluse le persone che hanno un comportamento sessuale diverso, si vuole insistere sul fatto che i principi proclamati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo gia' prevedono e gia' provvedono che non ci sia questa discriminazione, per cui arrivare a proporre eventualmente dei diritti particolari va a indebolire il principio dell'universalita' dei diritti come e' stata finora intesa''. 

 ''Questo - ha aggiunto - e' il punto cruciale, mi sembra, da dover tenere in considerazione. E poi, adesso parliamo di risposta a tendenze che alcuni Stati e alcuni gruppi di pressione stanno promuovendo, cioe' il diritto non solo al rispetto e alla non discriminazione delle persone che hanno comportamenti sessuali diversi, ma addirittura in alcuni Stati e' stato introdotto il matrimonio tra persone dello stesso sesso che comporta una interpretazione nuova di questa istituzione''.

Adnkronos

Quanto costa alla Chiesa Cattolica lo scandalo pedofilia

Usa: lo scandalo pedofilia costa alla Chiesa Cattolica 2,2 miliardi di Dollari

Le cifre fornite da due esperti statunitensi al convegno sulla pedofilia del clero sostenuto dal Vaticano. 'Non è un dramma americano o dei media anti-Chiesa'


Città Del Vaticano - «E' verosimile stimare che l'esborso attuale per la crisi della Chiesa internazionale superi i due miliardi di dollari». E' la stima esposta da due esperti statunitensi Michael J. Bemi e Patricia Neal al convegno sulla pedofilia del clero sostenuto dal Vaticano che si conclude oggi alla Pontificia università Gregoriana. «Impiegando i due milioni di dollari da noi stimati (vale a dire circa 1.450.000,00 euro) o più - hanno detto i due esperti parlando ai rappresentanti di oltre cento episcopati di tutto il mondo - nel tentativo di valutare i costi opportunità dovremmo porci domande del tipo: quanti ospedali, seminari, scuole, chiese, centri di ascolto per donne e bambini maltrattati, mense per poveri, cliniche mediche e dentistiche gratuite, ecc. si sarebbero potuti realizzare con questa quantità di soldi? Quanti programmi di servizio caritativo/sociale e ulteriori opportunità si sarebbero potuti finanziare? Quanti nuovi impiegati, estremamente necessari, si sarebbero potuti assumere? Invece non abbiamo realizzato, non abbiamo finanziato e non abbiamo assunto». Per quanto riguarda gli Usa, «almeno 1,8 miliardi di dollari di transazioni sono stati segnalati negli Stati Uniti». «E' un abominio che la Chiesa, a causa delle azioni di alcuni dei suoi membri più credibili ed ammirati, abbia effettivamente creato migliaia di vittime», hanno detto Bemi e Neal. «Solo negli Stati Uniti, lo studio citato della John Jay Nature and Scope identificava 10.667 accuse di vittime fatte nel periodo 1950-2002, il cui numero è aumentato a 15.235 tenendo conto dei dati fino al 2009. Tenendo conto del fenomeno ben noto ed accettato che molte vittime di aggressioni sessuali non le riferiscono mai, alcuni osservatori hanno stimato che possano esserci almeno 100.000 vittime in totale, solamente negli Stati Uniti». Non è un dramma americano o dei media anti-Chiesa - Due esperti statunitensi, Michael J. Bemi e Patricia Neal, hanno voluto «dissipare ogni equivoco duro a morire associato ad uno o più di alcuni miti nati dalla crisi» della pedofilia, nel loro intervento ad un simposio sugli abusi sessuali del clero sostenuto dal Vaticano che si conclude oggi alla Pontificia università Gregoriana. I «miti» sono: primo, «la crisi è un problema americano»; secondo, «la crisi è stata esagerata da media senza Dio, antagonisti di persone o istituzioni di fede»; terzo, «la crisi è stata istigata da avvocati avidi, il cui unico obiettivo è quello di arricchirsi finanziariamente»; quarto, «l'orientamento omosessuale spinge gli uomini ad essere aggressivi sessualmente». Al proposito gli esperti statunitensi hanno precisato: «L'aggressività sessuale non ha nulla a che fare con l'orientamento sessuale. Il corollario logico all'affermazione che l'orientamento omosessuale spinge gli uomini ad aggredire sessualmente altri maschi, è che l'orientamento eterosessuale spinge gli uomini ad aggredire sessualmente le donne. In realtà né l'orientamento omosessuale né quello eterosessuale è un fattore di rischio, ma lo è un orientamento sessuale disordinato o confuso». «Per onestà - hanno proseguito Bemi e Neal - si dovrebbe notare che qui, effettivamente, ci sono elementi di verità collegati a ciascuna delle precedenti affermazioni, ma nessuna da sola e neanche tutte combinate tra loro, possono mai spiegare e descrivere pienamente la crisi degli abusi. Data la nostra tradizione teologica di comprensione del peccato e della grazia, riconosciamo dunque che la crisi è un fallimento della natura umana e la continua presenza del peccato e della tentazione. Le conseguenze negative della crisi che la Chiesa ha attraversato sono state certamente influenzate dai quattro miti individuati in precedenza, ma non ne sono al cuore».

Fonte: TMNEWS



12 Fabbraio 2012

Vescovo spagnolo chiede scusa ai gay


ANCHE VESCOVI ITALIANI CHIEDANO PERDONO ALLE PERSONE OMOSESSUALI COME HA FATTO IL VESCOVO DI TARRAGONA IN SPAGNA. NECESSARIA UNA ENCICLICA DI SCUSE AD HOC.
Roma, 24 gennaio 2012
Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti:
Quanto dichiarato ieri dal Vescovo di Tarragona - Spagna, Jaume Pujol Balcells, sul fatto che i gay “non hanno un comportamento adeguato per la società” è apparso così grave che in nemmeno 24 ore si è sentito in dovere di rivolgere le sue scuse. Davanti alla stampa ha dichiarato che “se qualcuno si e' sentito offeso, gli chiedo perdono” ed ha chiesto di "non essere capito male" perchè "il mio cuore e' aperto a tutti".
Per cose molto più gravi, espresse da autorevoli rappresentanti della chiesa cattolica in Italia, non ci sono mai state scuse. Questo fa anche la differenza sul concetto di rispetto che vige in Spagna, rispetto all’Italia, nei confronti delle persone Lgb(e).
La comunità Lgbt italiana sta ancora aspettando le scuse, tanto per fare un esempio su uno dei casi più deliranti di ‘autorevoli’ rappresentanti della chiesa cattolica, da parte del vescovo emerito di Grosseto, che in più occasioni ha gravemente offeso le persone omosessuali. Per non parlare di tutte le altre esternazioni fatte nel corso di questi ultimi anni, quasi ogni giorno, da altri emeriti rappresentanti della gerarchia cattolica. Più che la richiesta di perdono sarà necessaria un’Enciclica ad hoc di scuse che prima o poi arriverà, come sempre.  

Storia: Una Chiesa che frena il paese

Storia: una Chiesa che frena il Paese. Più lontana l'Europa dei diritti Tutti i «no» su coppie di fatto, eutanasia e sessualità. In Italia all'opportunismo politico-religioso si sommano le «pecche» dell'establishment




dal Corriere della Sera del 18.01.2912

Demenza senile o lucida follia per favorire l’imposizione della dittatura omosessualista?

Dal sito integralista cattolico dell'associazione CHRISTUX REX... www.agerecontra.it
http://www.agerecontra.it/public/press/?p=11713
Demenza senile o lucida follia per favorire l’imposizione della dittatura omosessualista?
di Redazione
L’oncologo Veronesi: “I legami fra omosessuali sono più puri” perché non finalizzati alla procreazione.
Lo ammettono soprattutto loro, gli anziani: l’unico vantaggio della vecchiaia è dire finalmente quello che si pensa senza contare nemmeno fino a uno, incuranti di convenienze e conseguenze. A 86 anni, evidentemente, il professor Veronesi sta scoprendo questo regalo sublime della senilità. E se lo gode alla grande. Come un grande guru, l’ oncologo lancia ormai ciclicamente i cosiddetti sassi nello stagno, godendosi poi lo spettacolo dei sommovimenti. Tempo fa aveva agitato il mondo dello sport chiedendosi perché mai non liberalizzi il doping, visto che le sostanze proibite vengono tranquillamente usate – e fanno benone – su malati anche gravi.
Adesso però alza il tiro: parlando alla presentazione della sua iniziativa «The future of science», se ne esce con parole aberranti sull’omosessualità, che sono una autentica grave offesa all’istituzione matrimoniale cattolica, nella sua peculiarità, naturalmente almeno per ora, nel silenzio delle gerarchie conciliari. Parole sue: «L’amore omosessuale è più puro. In quello etero una persona direbbe “ti amo non perché amo te, ma perché in te ho trovato la persona con cui fare un figlio”. Nell’amore omosessuale invece non accade, è più evoluto e consapevole: si dicono ti amo perché “il tuo pensiero, la tua sensibilità, i tuoi sentimenti sono più vicini ai miei”…».
L’omoelegia è una risposta diretta al sindaco di Bologna, Virginio Merola, che recentemente ha lanciato un’iniziativa per la maggiore tutela delle coppie sposate, nonché al sindaco di Sulmona, Fabio Federico, che addirittura considera certe omosessualità «aberrazioni».
Il sottosegretario alla Presidenza del Condiglio con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi gli ha prontamente ribattuto, assegnandogli il premio «Delirio d’estate», ex-aequo con Vasco Rossi per la sua crociata contro le leggi che impediscono di guidare ubriachi. All’estremo opposto si pone Imma Battaglia, presidente «DiGay Project»: «Dai grandi uomini provengono parole di verità e di luce». Più “centrista” Fabrizio Marrazzo, portavoce di «Gay Center»: «Non siamo abituati a definire migliore l’amore omosessuale rispetto a quello eterosessuale: ci basterebbe definirlo uguale». Il progetto omosessualista prende forma esplicita e tende, quindi, in questa circostanza a non mascherarsi dietro difese da presunte “omofobie” ma a palesarsi sia nella sua versione massimalista espressa da Veronesi, che nella sua forma consueta espressa da Marrazzo. Ma entrambe sono contrarie all’ordine naturale, alla legge di Dio e all’attuale ordinamento vigente nel nostro Paese.
Neppure il professor Veronesi si sottrae al nuovo conformismo di ultima generazione, che è la strenua difesa del peccato impuro contro natura, della trasgressione, del vizio e di ciò che è moralmente disordinato, chiamando tutto ciò col termine più accomodante di “diverso”. Ovviamente, chi non la pensa così è un trinariciuto ottuso, con seri problemi personali, nell’epoca della dittatura dell’omosessualismo militante, nata da una lobby minoritaria e promossa da alcuni media e alcuni politici come “diversa normalità” per la nuova inculturazione. E purtroppo anche a “destra” non mancano i cedimenti…

Lettera scritta da Cora a Paola una nostra cara lettrice

tristezza e mal di amore
Ciao Cora.

Se ti ho fatto sorridere con la storia delle suore sono contenta. Non posso però insegnarti la fede che è una cosa seriae si dice che la si abbia per grazia.Io sono Cristiana Cattolica ma non frequento la Chiesa.L'anno scorso sono stata operata. Nel mio caso non si poteva fare la biopsia prima dell'intervento e così sono andata in sala operatoria senza sapere se il tumore fosse benigno o meno.Prima dell'intervento il sacerdote mi ha chiesto se desideravo confessarmi e fare la comunione e io si, lo desideravo,però ho rifiutato perchè la chiesa non mi accetta visto che sono lesbica.Sono andata in sala operatoria pensando che se fossi morta comunque sarei andata in Paradiso, perchè Dio non ha niente a che fare con il papa e con la Chiesa, Dio è di gran lunga superiore. Questa nel suo piccolo è fede e o la si ha o non la si ha, non si impara, non si compra, è un dono che quando si soffre conforta non poco.Ora vado a dormire. Buona notte a te e anche alla grande Luna.




cora il Lun 18 Apr 2011 - 20:28
Cara Paola,



per circa 30 anni sono stata cattolica credente; non ero praticante, perché non condividevo l’atteggiamento e il pensiero della Chiesa su molte questioni (non solo relative all’omosessualità) persino quando non mi sentivo parte in causa (sono stata eterosessuale felice per molti anni) figuriamoci ora.Ciononostante non solo non critico chi abbraccia una qualsiasi religione, ma ne ammiro la dedizione: credo sia una fortuna provare fede, perché può aiutare a superare tante vicissitudini nel corso della propria esistenza.



Ho perso la fede per varie motivazioni e non ne faccio certo un vanto, anzi. Forse, più che atea dovrei definirmi agnostica, ma si tratta di sfumature sulle quali evito di soffermarmi.Mi sento tuttavia di poter affermare che, se esiste un Dio o una Divinità a noi sovraordinata, non abbia nulla a che vedere con certe interpretazioni adottate dalla Chiesa Romana: sono totalmente d’accordo con te e mi inchino letteralmente di fronte alla tua scelta (immagino sofferta) di rifiutare la confessione in un momento così delicato della tua vita. Penso tu sia una persona di grande coerenza e che tu abbia un’elevata sensibilità d’animo, anche se a volte tendi a mascherarla … ma la mia metà sarda (mio padre è nato ad Oristano … piccolo il mondo né? ) non mi inganna.



Non giudico assolutamente chi ha fede (ci mancherebbe): mi spaventa invece chi strumentalizza concetti e dogmi religiosi per avallare un pensiero profondamente omofobo, razzista, discriminante e discriminatorio, contribuendo sia alla ghettizzazione delle persone che all’incitamento all’odio; mi spaventa chi, facendosi scudo di un abito talare si erge a paladino della morale non avendo remore a proferire anatemi e a favorire la disinformazione (trovo ad esempio riprovevole andare in Africa e condannare l’uso del preservativo dopo tutto lo sforzo e l’impegno profuso da centinaia di organizzazioni umanitarie per la tutela contro malattie come l’HIV).



Per fortuna non sono tutti così: l’arcivescovo di Milano (Tettamanzi) è sicuramente avanti anni luce rispetto a Papa Benedetto XVI.



Spero quindi di non aver offeso nessuno/a (te compresa) con la battuta sull’indurmi ad avere fede per prendere i voti; se così fosse chiedo umilmente venia: lungi da me dal voler sminuire il significato di un gesto così sentito e importante per molti credenti.



Sai, ci sono giorni in cui la tristezza che mi pervade il cuore è così intensa da ottenebrarmi la mente: ogni tanto scrivo qualche frase “leggera”, ma l’unico intento è quello di sdrammatizzare me stessa!



Ti abbraccio e augurio di cuore una felice serata.



Cora

L’unione dei pregiudizi non fa la forza

Comunicato stampa - ArciLesbica - 2 febbraio 2011
Nei giorni in cui celebriamo la giornata della memoria per ricordare anche le vittime omosessuali perseguitate e uccise dai nazisti in nome di una presunta normalità, il parroco ortodosso Anatolie Cazacu invoca lo stesso concetto per dire che “i gay sono persone anormali” legittimando così offese, discriminazioni e violenze alle persone omosessuali.
Dal sagrato del santuario di Rho, mentre celebra l’unione delle comunità ortodosse, evangeliche e cattoliche, il parroco ortodosso per trovare una visione del mondo comune a tutte le confessioni religiose, da una parte invoca l’amore verso il prossimo e dall’altra scaglia parole d’odio verso i gay con la benedizione degli altri due rappresentanti.
Le parole del parroco sono smentite non solo dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità ) ma anche dall’ordine degli psicologi della Lombardia, la cui posizione è la seguente : Condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una ‘variante naturale del comportamento umano’.”
Padre Anatolie Cazacu rincara poi la dose dicendo : “Non dategli i figli. Alle persone anormali vengono dati in affido i figli che sono la cosa più preziosa”. Con tutti i casi di pedofilia accaduti nelle parrocchie di mezzo mondo dovremmo essere noi a dire : “ non diamogli i nostri figli !! “.
Ci incoraggia sapere che dall’altra parte dell’Italia , dal pulpito di un altro sagrato, Padre Cosimo Scordato dice l’esatto contrario, cioè che le persone omosessuali sono persone normali, non errori di natura o malati. Sono persone che hanno tutto il diritto di amare e di essere amate e in quanto tali di formare delle famiglie.
Da 2000 anni l’immutabile morale cristiana sulla sessualità crea unione solo nei pregiudizi e nelle discriminazioni alimentando l’odio e la paura verso le persone omosessuali.
Come persone lesbiche, gay e trans che vivono a Rho, auspichiamo che le chiese presenti sul territorio invece di fare una gara a chi odia di più, sappiano trovare nell’amore verso il prossimo, nell’accoglienza e nell’abbraccio verso tutti e tutte, l’unica visione del mondo possibile.
Stefania Cista Presidente ArciLesbica Zami Milano
Sergio Prato Presidente Associazione Le Rose di Getrude
e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it
Mobile: 327.324.31.01 www.arcilesbica.it

VATICANO: Omosessualità, il monito del Papa

Comunicato stampa - ArciLesbica - 23 novembre 2010

Papa contro i gay: "Omosessualità mai giustificabile: è contro la natura"
Ayatollah in bianco

Abbiamo avuto oggi un assaggio della "Luce del mondo" secondo il Vaticano: "L'omosessualità rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto" e, sulla pedofilia nella Chiesa, "è immaginabile che il diavolo non riuscisse a sopportare l'anno sacerdotale e allora ci ha scaraventato in faccia il sudiciume. Ha voluto mostrare al mondo quanta sporcizia c'è anche proprio tra i sacerdoti".

La luce del mondo e' la ragione e non si occupa del diavolo; sgomenta e disgusta pensare che simili ottenebrate credenze dettino la linea del legislatore in Italia.
Data la scarsa statura morale della Chiesa, possiamo dirci onorati se ci insulta, peggio sarebbe il contrario.
Tuttavia preoccupa che i suoi dogmi intolleranti vengano insegnati a scuola, contribuendo alla crescita del malessere delle persone giovani.
Auspichiamo una campagna per il rifiuto dell'ora di religione come azione concreta di lotta all'omofobia.

Cristina Gramolini
Segreteria Nazionale ArciLesbica

Ufficio Stampa ArciLesbica Nazionale
e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it
Mobile: 327.324.31.01 www.arcilesbica.it

articolo di Repubblica.it
VATICANO: Omosessualità, il monito del Papa
"Non è mai moralmente giusta" Nuove anticipazione del libro intervista del giornalista tedesco Peter Seewald. "Ritardi con i Legionari di Cristo". "Non avevamo previsto il caso Williamson". "Stalin aveva ragione, il Papa non ha soldati...". "A Ratisbona ho sottovalutato l'impatto delle mie parole"

CITTA' DEL VATICANO - L'omosessualità è "una grande prova" di fronte alla quale una persona può trovarsi, "così come una persona può dovere sopportare altre prove". Ma "non per questo diviene moralmente giusta". Il giorno dopo quella frase sull'uso del preservativo che ha fatto rumore 1, Benedetto XVI torna a far sentire la sua voce nel libro-intervista "Luce del mondo" del giornalista tedesco Peter Seewald. Tanti i temi toccati: dalla sessualità, alla pedofilia, al profilattico. E anche una battuta ironica: "Stalin aveva effettivamente ragione quando diceva che il Papa non ha divisioni e non può intimare o imporre nulla..".

Omosessualità. "Se qualcuno presenta delle tendenza radicate omosessuali profondamente radicate - ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza - se in ogni caso queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove".
[leggi tutto qui]
La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in Via gela , 9 ( Borgo nuovo ) - è aperta tutti i Martedì e Venerdì dalle ore 21 in poi. Contatti : 346.9790553 dalle 18 alle 22 (per i gay) 349.3134852 (per le lesbiche) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.itper avere informazioni iscriviti alla NEWS LETTER ed ALLA NOSTRA MAILING LIST